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laforestaperduta
once in a livetime
musica
8 aprile 2005
Tema temino

Avete tutti scritto nelle schede (o quasi tutti;-)) quali sono stati i primi dischi che avete ascoltato, ma...come ne siete venuti in possesso? Come avete fatto, insomma, a scoprire il mondo metallico? Certo non sarà stato il sacerdote dell'oratorio a prestarvi "The number of the Beast"...chi vi ha introdotto al metal? O come ci siete "inciampati"? E, conseguentemente...qual è stato l'effetto di questo primo "incontro"? insomma, al vostro primo disco siete saltati in piedi urlando "questa è la Via, la Verità e la Vita!" oppure avete bofonchiato "carino..." e alla totale follia ci siete arrivati solo dopo?...;-)

Devo ammettere che fino all’età di 13 anni ho fermamente pensato che avrei per sempre ascoltato musica cantata in italiano. “Perché dovrei imparare un’altra lingua… forse per usarla sotto la doccia??”. Ero figlio di Battisti, Pooh, Nomadi, De André…

Nel ’91 uno dei principali argomenti all’attualità era l’AIDS. Paura del contagio, profilassi… La morte di uno dei grandi del rock, Freddie Mercury, fece capire che non erano solo gli africani a morire per questa flagellante nuova peste. Vita dissoluta, vizi e abusi potevano portare al contagio. Una volta contratto il virus, il decadimento arrivava a durare fino a 10-15 anni prima della morte finale. In quel periodo la musica dei Queen suonava un po’ ovunque. David Bowie, George Michael, Elton John, Axl Rose... tutti suonavano la loro musica. Tutto questo mi portò una certa curiosità. Greatest Hits II mi aprì le porte di un nuovo mondo: il mondo del Rock. Ma la svolta più hard venne solo qualche anno più tardi.

Quando avevo 16 anni frequentavo un gruppo di ragazzi con la fissa dei Ramones: degli pseudo-punk che cercavano una giustificazione a sigarette, alcool e musica a tutto volume. Abituato alle melodie ricercate e molto più intense di altri gruppi rock, non potevo che disprezzare il chiasso che producevano quei pazzi borchiati. Tuttavia pian piano il mio orecchio andava modificandosi. Un giorno sentii per puro caso una cassetta di un gruppo americano. La loro musica era molto più tecnica del punk, la voce del cantante pulita e squillante, i testi parlavano dei grandi guerrieri che avevo letto o giocato ai tavoli di D&D.

MANOWAR, si chiamavano. La loro musica era pressoché sconosciuta a quasi tutti i miei coetanei. Ma questo non era un problema. Perché io avevo i miei guerrieri metallici! Nel giro di poco tempo, la stessa persona che mi aveva introdotto ai Manowar, mi passo il CD di un gruppo tedesco (tedeschi?!?!?! E chissà come canteranno…). Probabilmente mi sarebbero piaciuti, mi disse: “Sono 4 bravi ragazzi, e fanno musica vagamente medievale”. “Forgotten Tales”: il titolo era un programma. Mi fece subito venire in mente “Il Signore degli Anelli”, un libro che avevo tanto amato. Non avrei mai pensato che quel gruppo sarebbe diventato non solo un personale punto di riferimento in ambito musicale, ma anche una sorta di stile di vita.

Il Gods of Metal del successivo Giugno ’98 (a cui ero andato SOLO per vedere i bardi), mi aprì tutto un mondo: Labyrinth, Helloween, Gamma Ray, Stratovarius, Pantera, Black Sabbath mi fecero comprendere che il fantasy non fosse l’unica tematica affrontabile in una canzone heavy metal. C’era tutto il mio io interiore: pulsioni rabbiose, introspezione spirituale, vagheggiamenti stilistici. E poi i concerti… Il popolo metallico è qualcosa di incredibile. Soggetti così diversi tra loro, eppure così uniti in una grande fratellanza. Basta uno sguardo, un braccio alzato al cielo e un grido acuto ed hai trovato un nuovo amico.

Con una famiglia così speciale, cosa ce ne facciamo dei milioni di fans di Britney Spears…




permalink | inviato da il 8/4/2005 alle 7:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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